2. Camicia bianca e cravatta rossa

Il Signor Ma si svegliò di soprassalto: era ora di alzarsi. Dopo una rinfrescata di tutto rispetto s’infilò la camicia bianca della festa e abbottonò scrupolosamente tutti i bottoni curandosi di “lucidarli” con il polpastrello dell’indice. Indossati i pantaloni neri, la cravatta rossa, e per ultima, la giacca, si avviò per strada con il suo borsello nero odorante di pelle sottile.

Con quel suo incedere sicuro raggiunse uno dei vicini empori dell’ informatica di Pechino, a pochi passi dal  “LongBao DaSha”, poiché desideroso di acquistare un nuovo telefono cellulare.

Mentre stava osservando i modelli esposti si levò una voce:

“Buongiorno, che lavoro fa?”, gli disse tutto d’un fiato il commesso.

“ Sono un nuovo dirigente”.

SIGNOR MA,” urlò entusiasta, “ma Signor Ma… Perché lei, è il Signor Ma, vero? Sì, certo, il nipote di Lao Ma, cugino di Er Ma, compagno di scuola di Da Ge e compagno di bevute di Liu Mang. Sì, sì, quello del villaggio Da Mi… Scusi ma questo modello non fa proprio per lei, venga, mi segua. Lei ha bisogno di tutt’altro”. E si dileguarono nei meandri del negozio.

Dopo qualche ora, il Signor Ma accompagnato dall’ormai fedele commesso, si diresse con il nuovo acquisto verso l’uscita e apostrofandolo gli disse: “ Xiao Li, prendine una”. In quel momento tirò fuori dalla tasca anteriore dei pantaloni un pacchetto di sigarette sul cui involucro rosso fuoco troneggiavano i caratteri oro “Hong Da”.

“Signor Ma, questa è una “Hong Da”, fumo buono… No, no, non è il caso”.

“Xiao Li, su Xiao Li dai prendi!”.

A quel punto, il Signor Ma estrasse dall’altra tasca dei pantaloni un secondo pacchetto sigillato ed aprendolo davanti gli occhi dell’incredulo commesso, gliene porse cerimoniosamente una.

Il Signor Ma

“Signor Ma, questa è una “hong da”, fumo buono… No, no, non è il caso”. (Foto dal Web)

I passanti, che non si erano persi nemmeno un secondo della delicata scenetta guardavano con curiosità i due “commedianti”, i quali, accortisi dell’attenzione che stavano destando, si salutarono pieni di orgoglio.

Dopo aver sceso  la gradinata antistante l’ingresso dell’emporio, il Signor Ma si voltò e a gran voce disse al commesso: “Xiao Li, stasera ti aspetto al Manghui Club: si mangia, si beve, si ride e si canta…”.

Xiao Li era ancora là,  immobile all’entrata, pronto ad accogliere quell’invito.

di Delia Olivetto (Xiao Yi)

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