Piccoli Imperatori crescono

Dai ZhikangDai Zhikang ha solo 28 anni ma  è già CEO di una delle più grandi aziende cinesi fornitrici di SNS (Social Network Service), la Comsenz Technology Co., Ltd. e  vicepresidente della Tencent, la compagnia che gestisce il portale internet più importante della Cina e che nel 2010 ha acquisito la Comsenz permettendo un collegamento diretto tra la piattaforma della comunità online Discuz! di proprietà della Comsenz e i servizi di messaggeria istantanea QQ della Tencent.

Una personalità particolare quella di Dai Zhikang. Un ragazzo della generazione post anni’ 80, figlio unico per legge, “piccolo imperatore” per definizione.

Dai Zhikang nacque nel 1981 nella città di Da Qing (provincia dello Heilongjiang) dove è presente il più grande giacimento di petrolio cinese. Crebbe circondato da intellettuali ed insegnanti come suo padre, professore universitario, che fin da piccolo gli insegnò a pensare con la sua testa per trovare la propria strada nello studio come nella vita. In una recente intervista ha risposto a coloro che gli chiedevano il segreto del suo successo: “Fallire è positivo come riuscire, l’esperienza di una persona non si può replicare. Nel periodo dell’università non potevo studiare e me ne sono allontanato perché desideravo davvero approfondire delle conoscenze. Questo, però, non è un metodo che si può applicare a tutti. La cosa più importante è che ognuno capisca chiaramente ciò che ha dentro di sé”. Tutto sta nell’avere coraggio ed essere risoluti nelle proprie convinzioni. Quale abisso sembra separare i genitori che pensano che l’unica cosa importante nella vita sia che i figli si laureino nelle università più prestigiose e questo giovane quasi trentenne che ha coronato il percorso accademico a fatica perché quanto veniva insegnato era obsoleto!

Il percorso di Dai Zhikang riflette i valori di un generazione che si avvicinano sempre di più all’individualismo piuttosto che all’”armonia del gruppo”, alla ricerca e al miglioramento delle proprie competenze anziché all’ottenimento di un lavoro stabile. Dai Zhikang ha scommesso e ha vinto. Nel 2000 fu ammesso al famoso Istituto di Tecnologia di Harbin ma, nonostante l’invidia di molti, ne rimase sostanzialmente deluso. Le materie non lo interessavano e la struttura si stava appena mettendo in pari con il rapido sviluppo di internet: un ambiente digitale nuovo e stimolante dove esisteva la possibilità di comunicare con sconosciuti, di scambiare informazioni e stringere nuove amicizie. Tutto ciò lo affascinava e ne determinò le scelte successive. Al secondo anno abbandonò il campus, affittò una stanza dove si rinchiudeva per 15 ore al giorno per mettere a punto Discuz!, una piattaforma di forum e servizi web gratuiti. Nel 2003 il grande salto, la vendita del software a pagamento, costo 500 yuan. Il mercato però non reagì bene e in sei mesi il programma non vide nemmeno un acquirente.  A quel punto Dai Zhikang avrebbe potuto ripiegare su un’offerta impiegatizia che gli avrebbe garantito stabilità e 300.000 yuan l’anno. Decise invece di non farlo, di non buttare via ciò aveva realizzato fino ad allora, anzi, aggiornò il programma e migliorandolo riuscì a venderlo a 3.000 yuan.

In quel periodo esistevano molti software che fornivano gli stessi servizi ma fallivano in rapidità e capacità non riuscendo a far decollare il numero di utenti registrati. Nell’ottobre del 2003 grazie ai guadagni delle vendite di Discuz! Dai Zhikang mise da parte un capitale 500.000 yuan, si trasferì a Pechino e fondò tra mille difficoltà la Comsenz. All’epoca poteva contare solo su una stanza e due telefoni, uno per il direttore generale e un altro per il marketing manager. “Temevo che se avessi detto che ero solo non mi avrebbero mai dato retta”, rivela ridendo. Adesso, presso la sua azienda lavorano più di duecento persone, per l’80% programmatori. Il giro d’affari è impressionante: un patrimonio aziendale di 100 milioni di yuan e uno personale di 20 milioni.

La figura di Dai Zhikang in un periodo di crescente disoccupazione dei giovani laureati rappresenta un esempio imprenditoriale forte, un segno di speranza e valore: “La cosa più importante ora è fare le cose per bene. E’ come correre una maratona: l’importante è la strada che hai sotto i piedi non la meta lontana. Agli inizi mi sono prefissato un piccolo obbiettivo, dopo averlo raggiunto ne ho perseguito uno più grande che mi ha portato a diventare quello che sono oggi”.

di Alessandra Solaro

Fonte: CNWNEWS

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