L’uomo che amava la Cina

Nella parte generale di ogni buona guida turistica sulla Cina c’è almeno un accenno alle più famose scoperte che il Regno di Mezzo fece prima dell’Occidente. La polvere da sparo, la stampa a caratteri mobili, la staffa, la balestra e la bussola – solo per fare alcuni esempi – furono frutto di mente cinese molto prima della loro comparsa in Occidente.
Ma l’Occidente quando si è reso conto di essere secondo alla Cina (almeno fino al XV sec. d.C.) nella staffetta dell’evoluzione scientifica della civiltà umana? E chi gliel’ha spiegato con tanto di prove, numerose e circostanziate?
Chi, insomma, ha scoperto le scoperte della Cina?

Un nome spicca tra tutti: Joseph Needham (Londra, 1900-1995). Eminente biochimico di Cambridge, membro della Joseph NeedhamRoyal Society e della British Academy, stimato accademico dalle vastissime conoscenze e memoria elefantina (e questo non è che un pallido eufemismo per un uomo capace di rileggere mentalmente il suo primo libro, correggerlo e, visto che c’era, tradurlo a mente in un’altra lingua!), socialista convinto, libertino nudista ante litteram, o, come si preferisce definirlo oggi, “l’uomo che amava la Cina”.
Con questo titolo è uscita in Italia a fine 2010 la biografia di questo eccezionale personaggio del XX secolo, che contribuì a modificare la percezione della Cina da parte dell’Occidente, presentando alla comunità accademica internazionale le scoperte scientifiche e tecnologiche di questo grande paese. Needham dedicò infatti la maggior parte della propria vita ad un’opera enciclopedica intitolata “Scienza e civiltà in Cina”, cercando di restituire alla civiltà cinese la dignità e il valore che le appartenevano ed al tempo stesso di trovare risposta ad un appassionante quesito tuttora irrisolto: perché nel XV secolo il progresso scientifico-tecnologico cinese si interruppe e l’immenso patrimonio di scoperte non sfociò nello sviluppo economico moderno che l’Occidente invece conobbe? L’opus magnum, che attualmente conta 24 volumi, di cui 18 realizzati da lui, spaziando dall’astronomia alla matematica, dall’ingegneria idraulica alla musica, è universalmente considerata “l’opera più esaustiva finora elaborata nella storia occidentale sul Regno di Mezzo”.
L'uomo che amava la CinaLa biografia, scritta da Simon Winchester, è l’avvincente racconto delle esperienze di un uomo fuori dal comune, perdutamente innamorato della Cina, che ha attraversato con passione ed inesauribile entusiasmo un secolo tumultuoso: l’invasione giapponese in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale, la fondazione dell’Unesco, la missione della Commissione Scientifica Internazionale del ‘52 per accertare l’uso di armi batteriologiche statunitensi in Corea del Nord, sono solo alcune delle vicende narrate che forniscono una prospettiva meno nota ad eventi che hanno caratterizzato un secolo di grandi cambiamenti.
Gran bel libro, per sinologi e non, per chi desidera vedere la Cina attraverso gli occhi di chi l’ha amata.

di Elena Mattioli

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Biografie, Cultura e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...