5. Che i chicchi di riso vengano riordinati!

Villaggio cineseCon le scarpe coperte di polvere Giallo Cina, il Signor Ma giunse alla casupola del villaggio Da Mi, suo paese natio. Non appena lo scorse, l’anziana madre gli si precipitò incontro per abbracciarlo: “Xiao Ma, bentornato,  eccoti finalmente!” gli gridò in preda ad una gioia immensa.
Madre cara, ti ho pensato molto. Gli anni, per te, non passano mai. Come si sta bene qui… Che bella che sei…”, le rispose dolcemente il Signor Ma, mentre con grande cura, le allacciava lo scialle, come a proteggerla dal vento che si era alzato.
“Xiao Ma, Xiao Ma, fatti vedere… Dai, hai messo su qualche chiletto! Eh, il tuo viso mi sembra cambiato… E questo profumo che cos’è? Guarda le tue scarpe, così piene di polvere! Comunque è meglio non pulirle, così tutti sapranno che hai fatto un tratto di strada a piedi. Quando poi, farai ritorno alla Capitale, avrai tutto il tempo di lavare via i segni del viaggio. Non penserai mica che in aereo non si sporchino, no?”.
“Si, cara madre, in aereo è molto facile che si rovesci sopra qualcosa. Sai, i posti a sedere sono talmente stretti!” rispose il Signor Ma.
“Oppure che qualcuno ti pesti i piedi,  quante volte mi capita, quando vado al mercato”.Villaggio cinese
“Ah sì, certo, cara madre, quando vai al mercato con il carretto trainato dal bue”.
“Lo sai che la scorsa settimana si è fermato due volte lungo la strada, perché ha trovato un bel cespuglio d’erba fresca da brucare? Non c’era verso di farlo proseguire… Ah mamma mia! Mi sono dovuta impegnare ben bene per fargli riprender il cammino”.
“Alla fine, siete arrivati in tempo?”
“Beh, siamo arrivati quando siamo arrivati. Comunque i pezzi migliori di carne e gli ortaggi più freschi erano lì pronti per me… E ci sarebbero stati, anche se fossimo arrivati con un giorno di ritardo”.
“Voglio vedere se in cucina c’è ancora la mia vecchia borsa di panno”, disse ad un certo punto il Signor Ma.
“Temo che per pranzo non ci sia cibo a sufficienza”, rispose l’anziana madre.
“Come sei saggia, cara madre”, capitolò Xiao Ma.
“Dai Xiao Ma, mangia, non perderti in chiacchiere”.
“Uhmmmm che buono”, disse il Signor Ma , al primo boccone di carne accompagnato dall’insostituibile riso bianco.
“Eh sì, mi ci sono voluti due giorni per fargli prendere questo sapore, ma è molto semplice da preparare”, gli spiegò la madre, riferendosi a quella particolare pietanza a base di carne di maiale.
“E’ davvero buonissima, e poi, tu sei molto brava”.
“Mah, la faccio da sempre, siamo una famiglia di ottimi cuochi”, gli rispose pacatamente la madre.
“Beh cara madre, io ho finito: era tutto davvero buonissimo”, ribadì il Signor Ma, grattandosi di gusto la pancia.
“Xiao Ma, ma cosa fai? Ti stai dimenticando di mettere in ordine, con le bacchette, i chicchi di riso rimasti nella tua ciotola?! Guarda, fuori si sta levando un forte vento,  vuoi che il lumino acceso sul nostro altarino di famiglia si spenga?”, urlò preoccupata la donna.
“No, cara madre finirò  tutti i chicchi di riso rimasti. La scodella sarà talmente lucida che mi ci potrò specchiare dentro!”.

di Delia Olivetto (Xiao Yi)

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